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L’isolato un tempo occupato dal castrum vetus, corrispondente all’area compresa tra le attuali via Galliari, piazza Manara e piazza Garibaldi, si arricchì nel corso del XVII-XVIII secolo di alcuni fra i più interessanti palazzi urbani trevigliesi. Il primo nucleo di palazzo Galliari è riconducibile al XII secolo. Importanti trasformazioni furono attuate a partire dal XVII secolo fino al sostanziale rifacimento operato da Fabrizio Galliari, proprietario dell’edificio, nel 1779. Questo intervento è ricordato da un’iscrizione, racchiusa in un cartiglio, posta sopra la porta finestra centrale del piano nobile.
L’importanza di questa dimora è sottolineata dal portale d’ingresso in pietra. Motivi decorativi tardo-barocchi si sviluppano lungo la volta dell’androne che conduce ad un cortile/giardino. Sulla destra prende avvio lo scalone in pietra che conduce ai piani superiori dove i frequenti rimaneggiamenti attuati nel XX secolo non consentono di identificare le strutture originarie.
Il palazzo è stato completamente restaurato nel 2001 da Gaetano Pirovano.