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85283 775×600 500×387 Madonna Fontana 79184691

Il santuario fu eretto tra il 1606 ed il 1615 per ospitare l’immagine della Vergine col Bambino e Sant’Antonio che era posta sul muro della cascina Acerbis. La costruzione ha pianta ottagonale e un alto tiburio. L’ottagono, simbolo cosmico della Divina Sapienza, è identificato dalla tradizione cristiana con Maria Vergine e al tema mariano si richiama anche l’apparato decorativo interno.

Nei decenni successivi la chiesa fu arricchita di stucchi, opera di maestranze luganesi guidate da Giovanni Maria Perotti. Il campanile fu costruito nel 1637, mentre il pronao neorinascimentale (1905) è opera dell’ingegnere Carlo Manara.

La traslazione dell’immagine e l’edificazione del santuario venne decisa in seguito ad un episodio miracoloso: il 24 luglio 1604 la famiglia Dolfini, che transitava in carrozza, si trovò in balia dei cavalli imbizzarriti, che si calmarono solo davanti all’immagine dipinta sul muro della cascina. L’immagine sacra è oggi conservata sull’altare e la qualità dell’opera “rinvia ad una mano tutt’altro che modesta del Rinascimento Lombardo”. L’opera fu restaurata ad inizio Seicento da Enea Salmeggia, autore di altre opere conservate all’interno del Santuario come la Nascita della Vergine.

Altre tele completarono il ciclo mariano nei secoli successivi, quali l’Adorazione dei Magi e la Fuga in Egitto di Giuseppe Prina, pittore attivo a Bergamo e in Valtellina nel corso del Settecento. Il nome “della fontana”, è dovuto al fatto che il santuario venne edificato sopra un’antica fonte, cui attingevano l’acqua i pellegrini in visita al luogo sacro.