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Il Santuario fu costruito per celebrare la memoria dell’evento miracoloso avvenuto il 28 febbraio 1522 quando, mentre le truppe francesi e svizzere capitanate dal generale Lautrec, erano intente a saccheggiare il borgo di Treviglio (schierato all’epoca con l’imperatore Carlo V) e prossime ad introdursi nel monastero delle Agostiniane, un affresco raffigurante la Vergine iniziò a piangere lacrime vere. Riconosciuto il miracolo, il generale Lautrec depose la spada ai piedi dell’immagine dipinta su una parete del campanile della chiesa dello stesso monastero e ordinò che Treviglio fosse risparmiata.

A seguito del miracolo che salvò Treviglio dalla distruzione, il Consiglio Comunale decise l’edificazione del santuario tra l’attuale via Galliari e il monastero di Sant’Agostino (di cui oggi si conserva parte del chiostro), al quale l’edificio sacro doveva essere fisicamente connesso per richiesta delle monache, custodi dell’immagine sacra. La posa della prima pietra risale al 25 marzo 1594 e la costruzione fu terminata solo nel 1619 anno in cui fu celebrata la prima messa dal cardinale Federico Borromeo. L’immagine sacra fu murata nell’altare posto a ridosso della parete di fondo della chiesa su progetto dell’architetto Fabio Mangone, originario di Caravaggio. Lungo le pareti sono collocate le tele di Giovanni Stefano Doneda, detto il Montalto con le Storie della Vergine insieme alla Conversione di San Paolo di Bernardino Galliari, nella prima cappella a destra dell’ingresso. Tra il 1719 e il 1722 Gianluca e Carlo Molinari dipinsero la Rievocazione del miracolo nella volta centrale.

Con la soppressione del monastero (1799) che originariamente occupava l’intera area del piazzale, la parte conventuale del santuario, divenuta proprietà comunale, fu adibita ad usi civili. A fine Ottocento quando il complesso passò sotto l’autorità parrocchiale, si decise di ampliare la chiesa su progetto dell’architetto Cesare Nava. I lavori, iniziati nel 1899 terminarono tre anni più tardi e il nuovo santuario fu consacrato il 9 agosto 1902. All’edificio originario furono aggiunti: transetto, cripta sotterranea (poi decorata da mosaici di Trento Longaretti) e la grande cupola. A partire dagli anni ’20 nuove campagne decorative seguirono le trasformazioni architettoniche, in particolare, si segnalano gli interventi del pittore bresciano Gaetano Cresseri, autore della Natività, della Crocifissione, dell’Assunzione della Vergine e della Rievocazione del Miracolo nel presbiterio, semicupola e catino absidale; e gli affreschi della cupola di Giovanni Bevilacqua, attivo nel santuario tra il 1933 e il 1941.