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Aerea Caravaggio Facciata1 Caravaggio Facciata2 Caravaggio Santuario CaravaggioIlSantuario 3 Santuario Di Caravaggio  Interno

Il Santuario sorge nel luogo dove, il 26 maggio 1432, la Madonna apparve a Giannetta de’ Vacchi che, terminato il lavoro nei campi, si era raccolta in preghiera invocando la Vergine Maria. Come segno dell’apparizione sgorgò improvvisamente dal prato una fontana d’acqua limpida che mostrò subito proprietà miracolose. Nello stesso anno venne posta la prima pietra di una cappella, sostituita nel 1516 da un edificio più grande. L’attuale santuario venne realizzato a partire dal 1575, per volere dell’arcivescovo di Milano, Carlo Borromeo, il quale affidò il progetto al suo architetto di fiducia Pellegrino Tibaldi. L’edificio ha pianta a croce latina con ingresso ad ovest ed altare rivolto ad est. In corrispondenza dell’altare è collocato il Sacro Speco, che conserva la statua lignea che riproduce la scena dell’apparizione. Il gruppo scultoreo è stato realizzato nel 1932, in occasione del cinquecentesimo anniversario dell’evento miracoloso, ed è opera di Leopoldo Moroder. Sotto il Sacro Speco, con accesso dall’esterno del santuario, è collocato il Sacro Fonte, una galleria rivestita di mosaici realizzati da Mario Busini (1950-52). Di notevole interesse si segnalano alcune tra le più rilevanti opere d’arte conservate all’interno della chiesa: l’altare maggiore, opera dell’ingegnere Carlo Giuseppe Merlo su disegno di Filippo Juvarra (1750); gli affreschi dei pennacchi della cupola, delle volte del transetto e dei lunettoni degli ingressi di Giovanni Moriggia (1845-1861); le decorazioni della volta di Luigi Cavenaghi (1891-1902); sulle pareti, le tele di Giovanni Stefano Doneda detto il Montalto (Apparizione della Vergine, navata posteriore), Camillo Procaccini (Apparizione della Vergine, navata posteriore), Giacomo Cavedoni (Deposizione di Cristo, seconda cappella a destra); una tavola attribuita a Bergognone (Deposizione, vicino all’ingresso della sagrestia); gli affreschi della volta della sagrestia di Giuseppe Procaccini; l’organo, inaugurato nel 1837 con strumenti originali dei Serassi di Bergamo.